giovedì 28 ottobre 2010

LE AGENZIE SULL'INCONTRO SCONTRO TRA OO.SS. NAZIONALI E RAI

RAI: PIANO INDUSTRIALE; E' ROTTURA CON SINDACATI TRANNE CISL
CGIL, UIL, UGL, SNATER E LIBERSIND CONFSAL AVVIANO FASE DI LOTTA
(ANSA) - ROMA, 26 OTT - E' rottura tra Rai e cinque sindacati
di categoria, tranne la Cisl, sul piano industriale. Slc-Cgil,
Uilcom-Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind Confsal al
termine dell'incontro con il direttore generale della tv
pubblica Mauro Masi hanno annunciato l'avvio di una fase di
conflitto e di lotta a tutela dell'attuale perimetro
occupazionale e aziendale. Ieri il dg aveva annunciato i tagli
del 20% ad appalti esterni, consulenze, trasferte, auto blu e il
blocco del turn over e delle retribuzioni.
In particolare Flavio Tomei, segretario nazionale Uilcom Rai,
annuncia ''l'avvio della procedura di raffreddamento, con i
cinque giorni di tempo per essere convocati dall'azienda e
tentare una conciliazione. Poi - spiega - ci sara' la riunione
dei vertici per valutare le possibili forme di lotta contro le
esternalizzazioni previste nel piano industriale della Rai'',
che restano il nodo principale e che riguarderebbero settori
come le riprese esterne, il trucco ed altri. ''Solo la Cisl -
aggiunge Tomei - non ha firmato il documento sindacale che
sancisce la rottura, in quanto ritiene che da parte di Masi sia
venuta un'apertura, sia pur minima, che meritava quindi di non
essere respinta a priori''.
Le segreterie nazionali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil,
Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind Confsal ''hanno preso
atto atto che il Cda ha rigettato le richieste del sindacato -
spiegano in una nota congiunta - di rimuovere dal piano
industriale il macigno delle esternalizzazioni di attivita',
degli esuberi del personale e delle cessioni di asset aziendali,
elementi che - fanno notare - sgombrati dal tavolo avrebbero poi
permesso alle parti di aprire un confronto per ricercare
soluzioni condivise alla attuale crisi economica aziendale''.
Le cinque sigle sindacali chiedono alla Rai ''un'immediata
inversione di rotta e giudicano quanto contenuto nel piano
industriale non ricevibile e non negoziabile. Solo attraverso
atti di responsabilita' di tutte le realta' aziendali sono
possibili azioni correttive dello sbilancio economico
strutturale, senza ricorrere a misure di esternalizzazioni ed
esuberi di perimetro aziendale e produttivo''. (ANSA).
TH
26-OTT-10 20:27 NNNN

RAI: S'INCRINA FRONTE SINDACALE, DA CISL NO A ROTTURA CON AZIENDA =
(AGI) - Roma, 26 ott. - Sul futuro Piano Industriale della Rai
s'incrina il fronte sindacale: la Cisl da una parte e le altre
5 sigle per una strada diversa, ovvero queste ultime per la
rottura della trattativa con l'azienda. La Fistel Cisl e' stata
infatti l'unica questa sera a non firmare il documento che
sancisce la distanza (leggasi trattative rotte) con la Rai. Il
documento porta la firma di Slc Cgil, UilCom Uil, Snater,
Libersind Confsal e Ugl Telecomunicazioni. A giudizio della
Fistel Cisl invece c'erano e ci sono i margini per tenere
aperto il confronto con la direzione generale di viale Mazzini.
Gia' ieri in un comunicato l'organizzazione sindacale aveva
affermato che "la prosecuzione e positiva conclusione del
tavolo di confronto, gia' avviato sul piano industriale fra le
parti sociali aziendali, sia il mezzo piu' idoneo e concreto
per ricercare quelle soluzioni strutturali che diano
prospettive di futuro all'azienda e di tutti coloro che in essa
operano". Inoltre "e' su questo tavolo che dovranno essere
affrontati i risultati economici della Rai e trovate le
soluzioni piu' utili a rimuovere gli effettivi sprechi di
gestione senza far ricadere, con tagli ingiustifcati e
assolutamente sproporzionati agli stessi capitoli di spesa
dlel'azienda, sui lavoratori che quotidianamente con il loro
lavoro consentono alla Rai di svolgere la propria mission di
servizio pubblico". La Fistel Cisl riaffermava infine che i
lavoratori "non possono rappresentare il 'bancomat della Rai'
ma devono essere considerati suoi 'azionisti' e, in tal senso,
anche il futuro della Rai". Le altre 5 sigle parlano invece -
dopo aver attivato la rottura delle trattative - di "miope
atteggiamento del vertice Rai" a proposito di esternalizzazioni
di attivita', esuberi del personale e delle cessioni di asset
aziendali. Le 5 sigle chiedono quindi al Cda della Rai
"un'immediata inversione di rotta e giudicano quanto contenuto
nel Piano industriale "non ricevibile e non negoziabile". Solo
attraverso "atti di responsabilita' di tutte le realta'
aziendali" sono possibili - dicono Cgil, Uil, Ugl, Libersind e
Snater - azioni ccorettive dello sbilancio economico
strutturale, senza ricorrere a misure di esternalizzazioni ed
esuberi di perosnale mantenendo altresi' inalterato il
perimetro aziendale e produttivo". (AGI)
Vic
262031 OTT 10
NNNN

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