GENOVA - C'è un operaio morto, caduto mentre lavorava per la Rai a Ponte dei Mille, nel giorno di Giorgio Napoliano allo scoglio di Quarto, per celebrare i 150 anni dall'Unità d'Italia. Le prime pagine dei giornali raccontano il tragico episodio, insieme all'appello del presidente della Repubblica affiché Genova dia inizio a un "nuovo Risorgimento". Ma, ieri, è stato anche il giorno dell'ennesimo colpo di scena nella vicenda dell'Acquasola.
Repubblica sceglie un'apertura politica, con un'inchiesta sulla situazione ad Imperia dopo le dimissioni del ministro Claudio Scajola: "Scajola, l'angoscia dei fedelissimi. La caduta del ministro e i giochi di potere: chi rischia di più". In prima pagina, c'è l'appello del presidente Napolitano: "Per Genova un nuovo Risorgimento", e, nello strillo: "Dopo la visita, la tragedia. Operaio alla Stazione Marittima muore mentre lavorava per la Rai".
Anche il Secolo XIX dedica ampio spazio alla tragedia sul lavoro: "L’operaio 62enne Aristide Padovan è morto dopo essere caduto dal tetto della Stazione Marittima di Genova mentre rimuoveva dei cavi adoperati per le riprese tv della cerimonia per i 150 anni dell’Unità d’Italia con il presidente della Repubblica". Il Secolo dà grande rilievo alla frase di Napolitano: "Le celebrazioni non sono tempo perso", dopo le polemiche sulle assenze leghiste.
Spazio anche alla sanità, tema che apre il Secolo XIX online: "Assenze alle Asl, più controlli". "A Genova, dirigenti richiamati all’ordine: «Siete responsabili degli accertamenti sulle malattie dichiarate dal personale». Linea dura per gli oltre 6000 dipendenti, impennata delle visite fiscali ".
Infine, colpo di scena nella tormentata vicenda dell'Acquasola: "Consiglio di Stato, l'ultimo verdetto: sì alle ruspe all'Acquasola", si legge su Repubblica. Il Secolo: "Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Sistema Parcheggi per la costruzione del contestato parcheggio dell’Acquasola, a Genova. È stato rigettato il ricorso di alcuni cittadini che si oppongono alla realizzazione dell’opera".
Il Corriere Mercantile riporta le parole di Napolitano in apertura ("L'Italia riparte da Quarto") e dà rilievo a un'altra vicenda: quella della trasferta milanista. "Appello a Maroni: "Niente milanisti"", le parole di Mario Tullo. "Troppi rischi, tutti d'accordo. No alla trasferta dei milanisti", riporta anche Repubblica.
Repubblica sceglie un'apertura politica, con un'inchiesta sulla situazione ad Imperia dopo le dimissioni del ministro Claudio Scajola: "Scajola, l'angoscia dei fedelissimi. La caduta del ministro e i giochi di potere: chi rischia di più". In prima pagina, c'è l'appello del presidente Napolitano: "Per Genova un nuovo Risorgimento", e, nello strillo: "Dopo la visita, la tragedia. Operaio alla Stazione Marittima muore mentre lavorava per la Rai".
Anche il Secolo XIX dedica ampio spazio alla tragedia sul lavoro: "L’operaio 62enne Aristide Padovan è morto dopo essere caduto dal tetto della Stazione Marittima di Genova mentre rimuoveva dei cavi adoperati per le riprese tv della cerimonia per i 150 anni dell’Unità d’Italia con il presidente della Repubblica". Il Secolo dà grande rilievo alla frase di Napolitano: "Le celebrazioni non sono tempo perso", dopo le polemiche sulle assenze leghiste.
Spazio anche alla sanità, tema che apre il Secolo XIX online: "Assenze alle Asl, più controlli". "A Genova, dirigenti richiamati all’ordine: «Siete responsabili degli accertamenti sulle malattie dichiarate dal personale». Linea dura per gli oltre 6000 dipendenti, impennata delle visite fiscali ".
Infine, colpo di scena nella tormentata vicenda dell'Acquasola: "Consiglio di Stato, l'ultimo verdetto: sì alle ruspe all'Acquasola", si legge su Repubblica. Il Secolo: "Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Sistema Parcheggi per la costruzione del contestato parcheggio dell’Acquasola, a Genova. È stato rigettato il ricorso di alcuni cittadini che si oppongono alla realizzazione dell’opera".
Il Corriere Mercantile riporta le parole di Napolitano in apertura ("L'Italia riparte da Quarto") e dà rilievo a un'altra vicenda: quella della trasferta milanista. "Appello a Maroni: "Niente milanisti"", le parole di Mario Tullo. "Troppi rischi, tutti d'accordo. No alla trasferta dei milanisti", riporta anche Repubblica.



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