Ill.mo Signor Presidente,
i “lavoratori” tutti del Centro di Produzione RAI di Napoli le scrivono questa lettera per renderla partecipe della grave situazione in cui versa l’Azienda napoletana.
Deve sapere, Signor Presidente, che gli studi di Napoli sono, da troppo tempo, quasi del tutto fermi e le previsioni non sono incoraggianti.
La gran parte del palinsesto RAI è prodotto negli studi di Roma e Milano, mentre Napoli langue in uno stato di abbandono.
Penosa situazione che mortifica gli operatori del settore e che sottrae alla città di Napoli la valenza di un ruolo strategico nel panorama nazionale della produzione cinetelevisiva.
Il Centro RAI di Napoli è stato lo spazio privilegiato in cui potevano convivere tradizioni forti della nostra terra, unitamente ad istanze innovative e rivoluzionarie che attraversavano le stagioni del cinema, del teatro, della letteratura.
Signor Presidente non possiamo immaginare che questa città perda un pezzo così importante della sua storia e rinunci alla sua “fabbrica televisiva”.
Noi tutti, lavoratori di questo Centro, abbiamo raccolto un eredità importante e con orgoglio la rappresentiamo nella convinzione che “tradizione” ed “innovazione” possano e debbano essere anima dello stesso progetto.
Ci appelliamo alla Sua rettitudine intellettuale, al suo rigore conoscitivo, all’interesse vivo e all’attenzione che lei, Signor Presidente, ha sempre manifestato per questa città, mosaico complesso di forti contraddizioni, palcoscenico vivo di eccellenze uniche al mondo.
La nostra più viva speranza è che questa realtà industriale recuperi il suo spazio produttivo e possa contribuire alla rinascita culturale della città di Napoli.
La salutiamo tutti con profonda stima.



