giovedì 6 agosto 2009

NOI RISPONDIAMO ...

NON SI TRANSIGE!

MANIFESTO D'INTENTI SNATER

Quale che sia il contenuto della Relazione della DG (esaustivo, ma pur sempre postumo e "riparatore") ci sono dei punti fondamentali della VICENDA RAI SKY sui quali questa Segreteria Nazionale non può e non deve soprassedere:

1. Il principio secondo cui la RAI deve essere leader del mercato, portando una linea di crescita economica e di una migliore offerta televisiva (cosa che questa gestione aziendale, capitanata da MASI & co., non ha garantito e sostenuto);

2. La difesa assoluta del SERVIZIO PUBBLICO, scevro da singoli interessi politici;

3. La difesa del FUTURO delle Lavoratrici e dei Lavoratori, con il mantenimento degli impegni e delle piattaforme produttive, e con l'incremento dell'utilizzo del personale interno e la conseguente riduzione degli appalti, evitando gli sprechi in entrata (come i mancati accordi industriali) ed in uscita (come intere linee produttive appaltate a società esterne con costi superiori del 300%).

4. Il ripiano dei conti, garantito in due anni dal vice DG Leone, non deve passare sui lavoratori, a partire da questo rinnovo di Contratto! Che inizino a diminuire il numero dei vicedirettori, che sta raggiungendo quello dei parlamentari e che ha dei costi insostenibili per l'Azienda.

ALITALIA DOCET!

La Nostra sopravvivenza e quella dell'Azienda sono garantite dall'indiscutibilità di questi principi, senza i quali non deve e non può esserci confronto ... ma solo duro scontro sindacale.

VICENDA RAI-SKY

RAI – SKY INCONTRO CON IL DIRETTORE GENERALE

Lo SNATER e il LIBERSIND-CONFSAL al termine dell’incontro (fortemente voluto dalle scriventi OO.SS.), avvenuto oggi con il Direttore Generale Mauro Masi e con il Vice Direttore Generale Giancarlo Leone, hanno ricevuto un documento che nell’illustrazione che ne ha fatto l’Azienda dovrebbe chiarire i motivi della scelta strategica di uscire dalla piattaforma SKY.
Data l’impossibilità di un confronto immediato dopo la consegna del documento, per rispetto all’articolazione del documento stesso e all’evidente intenzione di risultare esaustivo, le Segreterie Nazionali dei Sindacati Autonomi ne faranno un’attenta valutazione che sarà discussa nell’incontro già previsto per i primi giorni di settembre.
Allo stato attuale permangono forti perplessità e preoccupazioni anche sulle modalità con cui è avvenuta l’operazione, che avrebbe meritato un preventivo confronto con il Sindacato dato l’impatto sui lavoratori di RAISAT e sui bilanci aziendali.
Lo SNATER e il LIBERSIND-CONFSAL accolgono l’invito dei lavoratori di RAI SAT S.p.A. per un incontro unitario anche con le altre OO.SS. al fine di condividere le opportune strategie. Incontro che vorremmo fissare prima del prossimo confronto con la Direzione Generale.
Le Segreterie Nazionali SNATER e LIBERSIND-CONFSAL

mercoledì 5 agosto 2009

NON CI RESTA CHE PIANGERE ...?

E PENSARE CHE GUZZANTI, COME GRILLO, SEMBRA ESSERE STATO ESILIATO DAL PALCOSCENICO RAI: NEPPURE UN SERVIZIO DI TG QUANDO C'è UNO SPETTACOLO.
FORSE NON HA NULLA DA DIRE SU TUTTO QUELLO CHE STA ACCADENDO O GIà HA DETTO TUTTO?

http://www.youtube.com/watch?v=KpBHbMVSua0

LA SEGRETERIA NAZIONALE SNATER


COMUNICATO

L’arroganza del potere
RAI- SKY: un salto nel buio

Lo stato di abbandono e confusione in cui la politica ha gettato la nostra Azienda è tanto evidente da indurre il Presidente della Commissione Parlamentare per l’Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi, on. Sergio Zavoli a dire: “è storicamente provato che quando le posizioni della Direzione Generale e della Presidenza si allontanano addirittura manifestandosi in consiglio, punto fondamentale d’incontro e di mediazione, è a rischio la governabilità dell’azienda” e inoltre: “riportare i canali RAI e RAISAT sulla piattaforma SKY credo corrisponda, oltre che alla richiesta di un’utenza sempre più vasta, anche a criteri di utilità imprenditoriale e industriale, considerando che i canali RAISAT ora non sono più ricevibili altrove. La RAI potendosi mettere nella condizione di ricevere questo invito, darebbe una prova inequivocabile di voler essere, come è sua prerogativa e dovere, un autentico reale servizio pubblico, cioè corrispondente alla legge costitutiva e agli indirizzi della Commissione Parlamentare”. (ag. APCOM 4/8/09)
L’on. Maurizio Gasparri contesta Zavoli: “invece di attenersi ai compiti della Vigilanza, straparla sui rapporti tra RAI e SKY”.
Ricordiamo che fu proprio lui, come Ministro delle Comunicazioni e anche grazie alla forza dei Lavoratori che diedero al sindacato SNATER, a opporsi, in un’accorata assemblea in via Teulada, alla scellerata svendita di RAIWAY a CROWNCASTLE nel 2001 che avrebbe portato la RAI a fare un salto nel buio. Neanche il malumore espresso dal Presidente della Repubblica sembra scuotere le granitiche decisioni prese dai vertici di viale Mazzini.
Lo SNATER Sindacato Autonomo, privo cioè di condizionamenti di qualunque schieramento politico, rinnova l’accorato appello ai vertici della nostra Azienda, di continuare le trattative con SKY e di liberarsi dai legacci che impediscono una serena valutazione.
Uscire da un bouchet satellitare quale SKY, che è una realtà del 7% di share e di cui RAI è terzo editore partner, senza un immediato reintegro di pari entità, (a bilancio 2008 RAISAT +25% ricavo netto), porterà un danno economico (di circa 50 milioni di euro l’anno, cifra non prevista dal piano Industriale 2008-2010), e d’immagine che ricadrà inevitabilmente sull’Azienda RAI.
Lo SNATER, preoccupato dalle ricadute occupazionali immediate e dall’insieme dei segnali negativi che circondano il servizio pubblico, esorta le forze libere della RAI, a sollevare la testa e battersi in nome e per conto dei cittadini (spesso colpevolmente assenti), che pagano un canone che dovrebbe dare loro il diritto di avere una TV pubblica più libera ed autonoma possibile.

Anche l'IDV attacca MASI


DI PIETRO...
“A cosa servirà la Rai?”. Si chiede Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, sul suo blog. “Sulla vicenda Mediaset-Rai contro Sky è intervenuto, di buon'ora, anche Sergio Zavoli, presidente della Commission
e di Vigilanza, intimando alla dirigenza Rai di riaprire le trattative con Sky. Anche questo invito cadrà nel vuoto, così come quello del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che, per tutta risposta al suo, ha ricevuto un dossier di scartoffie dal dg Rai Mauro Masi. Così come sono cadute nel vuoto le quattro regole di comportamento per i posteri del Presidente Rai Paolo Garimberti. La verità è che la Rai verrà usata dal Capo del Governo per fare concorrenza a Murdoch a favore delle reti del Biscione. La Rai ne uscirà con le ossa rotte: milioni di euro di perdite, investimenti senza ritorno di cui la Fininvest sarà l’unica o la maggior beneficiaria, fuga di audience e di pubblicità dalle sue reti, licenziamenti, ed un graduale invecchiamento della struttura, dei palinsesti e delle tecnologie, che la renderanno nel giro di qualche anno priva di ogni capacità concorrenziale, così come la vorrebbe Mediaset. Un tracollo il cui risanamento sarà tutto a carico dello Stato e dei cittadini e di cui le reti del Presidente del Consiglio saranno le uniche beneficiarie.
"Mi chiedo dove sia l’Antitrust - continua -, a cosa serva la commissione di Vigilanza se non può arrestare il processo di sabotaggio in corso, quale sia l’utilità del CdA se per prendere decisioni di questa portata sul futuro delle emittenti pubbliche bastino Masi e la parte di CdA a nomina Pdl. Tra qualche anno, poi, i cittadini si chiederanno anche a cosa serva la Rai come brutta copia delle reti Mediaset. Vorrei che Masi presentasse in Parlamento il piano industriale e le valutazioni economiche con cui ha preso le decisioni sull’alleanza Mediaset per TivuSat e, viste le passività che sarà costretto ad esibire, mi chiedo se non sarà necessaria la sua rimozione e la discussione delle carte in un tribunale. Certamente a settembre porterò all’attenzione del Parlamento Europeo la vicenda e, se necessario, riacquisterò una pagina della stampa estera per un nuovo appello alla comunità internazionale. Oltre al conflitto di interessi, che da anni combattiamo e denunciamo e che il Pd ha magicamente riscoperto dopo averlo per anni garantito, è necessario estromettere la politica dalle nomine dei dirigenti del servizio pubblico, in particolare da quelle della Rai, per garantire anche allo Stato di perseguire, attraverso le sue strutture, gli interessi dei cittadini e del Paese ed un bilancio quantomeno in pareggio che non gravi sul debito pubblico”.

DE MAGISTRIS ...
'La cosiddetta vicenda Rai-Sky e' un'operazione indecente sotto diversi punti di vista': e' il punto di vista di Luigi de Magistris, europarlamentare dell'Italia dei Valori.
'In primo luo
go - spiega de Magistris in una nota - in quanto rappresenta un ulteriore passo in avanti verso l'attuazione completa del 'Piano di Rinascita democratica', di cui il piduista capo del Governo e la sua maggioranza sono arditi sostenitori. Conduce infatti al controllo da parte del Governo dei mezzi di comunicazione (nei giorni in cui si e' assistita all'ennesima spartizione partitocratica della pubblica informazione)'.
'In secondo luogo - continua l'esponente Idv - in quanto va ad arricchire Mediaset, proprieta' del presidente del Consiglio, il quale incassa utili come accade nelle 'repubbliche delle banane' (con tutto il rispetto delle banane ovviamente). In terzo luogo, impedisce al servizio pubblico di fare profitto da investire in comunicazione di utilita' collettiva, in un momento in cui i lavoratori Rai, tra l'altro, attraversano un periodo assai critico sul piano contrattuale e retributivo. Come si vede si intrecciano ancora una volta - conclude de Magistris - questione istituzionale, politica, economica e lavorativa. Chi ne beneficia, come sempre, sono i poteri forti'. (ANSA).

martedì 4 agosto 2009

GARIMBERTI SULLE NOMINE:


IL PRESIDENTE DELLA RAI HA IL DENTE AVVELENATO ...

Garimberti: mai più voterò nomine che non siano ampiamente condivise.
Le nomine d'ora in poi dovranno essere «ampiamente condivise», dovranno «assicurare il pluralismo», no ad esterni se non si dimostra che serve, e niente cancellazione di direttori dei quali non sia stata individuata una nuova collocazione. Il presidente Garimberti spiega così le ragioni della sua astensione sulle nomine di oggi e detta le sue «quattro condizioni indispensabili» senza le quali non voterà più a favore. «In assenza anche di uno solo di questi requisiti, riterrò non opportuno procedere - continua il presidente - a votazione sulle nomine e, qualora si dovesse comunque procedere, preannuncio fin da subito che non le voterò. Oggi, nel corso della riunione del Consiglio di amministrazione della Rai, sono state votate alcune nomine e altre, probabilmente, ne saranno votate in settimana. Io mi sono astenuto su tutte e voglio spiegare chiaramente il perché, per evitare dietrologie sul mio comportamento».

Le quattro condizioni di Garimberti. «Credo che sulle nomine Rai, di cui continuo a leggere con grande disappunto anticipazioni "a pioggia" sui giornali, vadano ribadite una volta per tutte una serie di questioni di principio e di metodo che, per quanto mi riguarda, saranno d'ora in avanti 'le quattro condizioni indispensabilì per procedere. Prima condizione: come amministratore di quest'azienda e presidente di garanzia mi sento di affermare con forza che non voterò più nomine che non siano ampiamente condivise, e quando dico ampiamente condivise voglio chiarire che intendo la sincera e convinta ricerca dell'unanimità come obiettivo di un metodo di lavoro che deve obbligatoriamente unirsi all'indispensabile requisito professionale».

«Seconda condizione: per parte mia non voterò più - a prescindere dai curricula e dai meriti dei singoli candidati - proposte di nomina che, nell'analisi del quadro complessivo dell'azienda, non assicurino quel pluralismo che non solo è un dovere della Rai nei confronti della collettività, ma che è, e deve rimanere, il tratto distintivo dell'identità di servizio pubblico».

«Terza condizione: non voterò l'assunzione di professionisti esterni, giornalisti o dirigenti, se non verrà ampiamente dimostrato che non esistono in azienda professionalità in grado di coprire quei ruoli apicali per cui vengono proposti; e sia ancora chiaro che, meno che mai, voterò per l'assunzione di "vicedirettori esterni", perchèé sono convinto che in Rai vi siano fior di professionisti in grado di svolgere egregiamente questo ruolo. Si tratta, inoltre, in un momento di crisi economica dell'azienda, di un gesto che giudico di necessaria responsabilità anche sul versante economico, di rispetto per l'impiego di quelle risorse finanziarie che i cittadini, spesso con sacrificio, ci forniscono».

«Quarta condizione: ultima considerazione: non voterò la sostituzione di direttori e dirigenti per cui non sia stata individuata una adeguata ricollocazione. E' una questione di rispetto delle risorse aziendali, anche per evitare possibili contenziosi sul versante del lavoro, ed è pure una questione morale perché non possiamo trovarci - come purtroppo è accaduto in passato - con una pletora di dirigenti senza incarico, la cui professionalità viene ingiustamente mortificata».

ZAVOLI RISPONDE:



da il SOLE24ORE

Il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai chiede che la trattativa tra Sky e la tv pubblica si riapra. In una nota Sergio Zavoli scrive: «È storicamente provato che quando le posizioni della Direzione generale e della Presidenza si allontanano addirittura manifestandosi in Consiglio, punto fondamentale d'incontro e di mediazione, è a rischio la governabilità dell'Azienda. Spero che i due poteri su cui si basa, dialetticamente espressa, la politica della Rai ricreino le condizioni per la ripresa della trattativa con Sky, finché non sia inconfutabilmente palese la convenienza non solo aziendale, ma anche del sistema televisivo, e quindi nell'interesse nazionale, di darla per conclusa».

«L'auspicio - prosegue Zavoli - è esteso a Sky che mi auguro non disinteressata a un'equa soluzione del problema. Esigono ciò i giudizi che sulla scia del disaccordo manifestato dal presidente Garimberti, e da una parte del Consiglio, si fanno via via più stringenti intorno a questa inopinata querelle: primo fra tutti quello del Presidente Napolitano».

«Riportare i canali Rai e RaiSat sulla piattaforma Sky credo corrisponda, oltre che alla richiesta di un'utenza sempre più vasta, anche a criteri di utilità imprenditoriale e industriale, considerando che i canali di Rai Sat, cancellati dalla programmazione di Sky, non sono più ricevibili altrove. La Rai - conclude Zavoli - potendosi mettere nella condizione di ricevere questo invito, darebbe una prova inequivocabile di voler essere, com'è sua prerogativa e dovere, un autentico, reale servizio pubblico, cioè rispondente alla legge costitutiva e agli indirizzi della Commissione parlamentare».

MASI DICHIARA:



fonte:

E' un caso che scotta, quello del mancato rinnovo del contratto tra Sky e Rai. Tanto che il direttore generale della concessionaria tv pubblica, Mauro Masi, ha intenzione di rendere pubblico il dossier steso insieme al suo vice Giancarlo Leone e gia' consegnato ai componenti del Cda. Il documento Masi-Leone, si legge sul Messaggero, stima intorno ai 500 mln di euro in tre anni il risultato economico che verrebbe a maturare nel medio periodo restando sulla piattaforma satellitare di Murdoch. Secondo la Rai, scrive il quotidiano, Sky potrebbe infatti approfittare del progressivo spegnimento del segnale analogico facendo il pieno di abbonamenti: da qui al 2013, anno in cui il digitale terrestre entrera' completamente a regime, secondo viale Mazzini Sky potrebbe arrivare a 9 mln di abbonati, quasi il doppio di quelli attuali, e a uno share del 17%. A quel punto la pay tv raccoglierebbe ascolti su tutto il bouquet di canali, togliendo alla Rai 3-4 punti di share, con una perdita di introiti pubblicitari superiore appunto ai 500 mln di euro. Uno scenario apocalittico per Rai e Mediaset, tanto che, per scongiurarlo, la concessionaria pubblica punta a mantenere con il digitale terreste il predominio del telecomando generalista su quello della pay tv, pianificando di sottrarre alla piattaforma di Sky anche le prime tre reti (che per ora sono rimaste accessibili anche sulla piattaforma di Murdoch). Sul fronte Mediaset il silenzio sulla vicenda è completo, ma è evidente che il Biscione ha ancora piu' motivi della Rai per contrastare Sky, visto che deve promuovere la propria offerta di pay tv sul DTT. Per il momento sia Rai che Mediaset cripteranno su Sky tutti gli eventi per i quali non dispongono dei diritti extra italiani, in particolare partite di calcio e telefilm "pregiati", poi si vedra' come procedere anche alla luce dei risultati della nuova piattaforma satellitare Tivu'.

VICENDA RAI-SKY

Dal sito di REPUBBLICA.it



DOPO IL COMUNICATO del 31-07-09 ecco i risultati ....



Sindacati pronti alla mobilitazione dopo il fallimento della trattativa tra la Rai e Sky per i canali di RaiSat e le mancate spiegazioni del direttore generale Mauro Masi, che ha annullato per motivi di salute la conferenza stampa prevista stamattina. La conclusione avrebbe lasciato perplesso anche il Quirinale. Lo Snater ha chiesto un incontro urgente con il dg della Rai, "sulle conseguenze" del mancato accordo sul rinnovo del contratto con Sky e "il mancato introito per Rai di circa 50 milioni di euro annui che ne deriva".
Il Quirinale. Secondo quanto filtra da ambienti parlamentari, ci sarebbe stata oggi una riunione di tutto il vertice Rai e i consiglieri di amministrazione su una telefonata del capo dello Stato Giorgio Napolitano con i vertici dell'azienda. Telefonata durante la quale Napolitano avrebbe manifestato perplessità e sorpresa per la conclusione della trattativa con l'azienda di Rupert Murdoch. Perplessità maturata soprattutto in virtù della distanza fra quanto il direttore generale Mauro Masi aveva illustrato nel corso di un incontro con Napolitano, nei giorni scorsi, proprio sull'andamento della trattativa con Sky e l'esito della stessa.
Il sindacato. I giornalisti con l'Usigrai, i dirigenti con l'Adrai, Slc-Cgil e Snater si dicono pronti allo sciopero e alla mobilitazione comune per protestare contro il possibile declino dell'azienda. "Aspettavamo con ansia la conferenza stampa di Masi, a quanto pare arruolabile per il cda, ma non per spiegare ai giornalisti e agli utenti le ragioni della rottura con Sky", attacca il segretario Usigrai Carlo Verna. "Crediamo che sia giunto il momento in cui tutti coloro che hanno a cuore i destini del servizio pubblico - aggiunge - facciano sentire la loro voce. Per parte nostra invitiamo le sigle sindacali dei lavoratori e quella dei dirigenti ad un ragionamento comune, che eviti, se occorre anche con un'azione di sciopero, il declino inesorabile dell'azienda".
Appello raccolto dall'Adrai, che si dichiara "fin d'ora disponibile ad individuare assieme all'Usigrai e alle altre sigle sindacali azioni comuni che, pur nella distinzione dei ruoli, consentano di evitare il rischio di un declino inesorabile dell'azienda".
Il Sindacato lavoratori comunicazione della Cgil ha chiesto a Masi un incontro sul caso Sky: "E' curioso che la Rai rinunci alla certezza economica del contratto con Sky immaginando l'aumento di introiti pubblicitari in un momento di calo del mercato". Alla luce delle preoccupazioni legate, in particolare, alle "modalità di reimpiego delle risorse di RaiSat", l'organizzazione non esclude "iniziative di lotta se non ci sarà chiarezza sul futuro, se non ci sarà la chiusura a breve di un contratto adeguato". Anche il sindacato autonomo Snater, il sindacato nazionale autonomo delle telecomunicazioni, radiotelevisioni e fondazioni liriche, raccoglie "la richiesta di forti iniziative comuni a difesa del prestigio e della storia dell'azienda".
Il Pd. La vicenda Sky-Rai, ha provocato anche una levata di scudi da parte del Pd: "L'annullamento della conferenza stampa di oggi da parte del direttore generale Masi, che pure sta partecipando regolarmente ai lavori del Cda, rilancia tutti gli interrogativi sulla vicenda Rai-Sky", afferma in una nota Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Partito democratico.
Per il vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, Giorgio Merlo, "a chi paga il canone e chiede, giustamente, un servizio pubblico serio e credibile con una qualificata offerta televisiva, interessa una cosa sola: e cioè, che cosa ci guadagna in termini di qualità, e anche di quantità, l'azienda di viale Mazzini? Il vantaggio, con il mancato accordo - continua l'esponente del Pd - è quello di favorire e lavorare per il rafforzamento della Rai o è quello di incrementare e consolidare il potere e il ruolo di Mediaset? Domande legittime, credo, che attendono risposte altrettanto chiare e coerenti".

VICENDA SKY RAI

COMUNICATO

Con la Recessione economica, con la crisi delle imprese e la relativa diminuzione degli introiti pubblicitari, il Direttore Generale Masi si è concesso il lusso di far perdere alla RAI le entrate derivanti dal contratto con SKY.

E le rassicurazioni vengono dal vice Direttore Leone che, addirittura, parla di “conti in pareggio in due anni”.

NOI DELLO SNATER NON CI STIAMO!

Questa conduzione aziendale sta trascinando la RAI in un baratro e con lei tutti noi Lavoratrici e Lavoratori. Le radici di questo imminente ed inevitabile disastro sono lontane nel tempo e risalgono a quando il dr. Masi era capo del dipartimento editoria di Palazzo Chigi, periodo in cui si registrò il più basso tasso di finanziamenti pubblicitari statali per la RAI ed il più alto della storia per Mediaset. Sulla stessa linea viaggiano i mancati investimenti necessari per la digitalizzazione per Centri di Produzione come Napoli, che conta più di quattrocento dipendenti, dove l’80% degli studi non è in grado di produrre in digitale e la programmazione del lavoro è improntata su impegni produttivi saltuari e precari.

Oggi, senza neppure intavolare una trattativa, si lasciano fuori dalle casse della RAI centinaia di milioni di euro, e si parla di un sicuro risanamento dei conti.

Contestualmente, durante il rinnovo contrattuale si cerca la riduzione del “costo del lavoro”. Sembra che i vertici vogliano pagare le loro infauste e infruttuose decisioni con gli stipendi dei dipendenti, mentre la concorrenza cresce e resta sulla piattaforma SKY, incrementando le entrate pubblicitarie.

Lo stesso Presidente della Commissione di Vigilanza Zavoli, al quale chiediamo un pronto intervento in difesa della RAI, ha affermato: “E’ un favore a Mediaset?”, “Dov’è la convenienza o l’affare della RAI?”. Il dissenso, espresso col proprio voto sfavorevole, è venuto anche dal rappresentante del Ministero dell’Economia in CdA Petroni e dalla consigliera leghista Bianchi Clerici, oltre ai consiglieri di opposizione Van Straten e Rizzo Nervo. Lo stesso Presidente della RAI Garimbreti denuncia un sostanziale immobilismo della Direzione Generale sulla trattativa con SKY; Direzione che, alle prime offerte dell’azienda di Murdoch, non ha mai risposto, neppure con una controfferta.

La classe Politica tutta si deve interrogare sull’opportunità di trascinare la RAI in questo gioco di mercato il cui unico vincitore è sempre lo stesso.

NAPOLI, 31 luglio 2009