LA SOLITA TARANTELLA POLITICA CHE IN UN MODO O NELL'ALTRO IMMOBILIZZA LA RAI E FAVORISCE I CONCORRENTI ...
COMUNICATO SEGRETERIA GENERALE:
Lo SNATER vuole esprimere con forza tutto il suo sconcerto e la sua rabbia per la situazione di ingovernabilità in cui è stata precipitata l’Azienda. Una situazione dovuta certo ad una politica becera ed incapace di decidere, ma aggravata pesantemente da una Azienda altrettanto incapace di porsi come interlocutore della politica stessa, in primo luogo esprimendo e poi esigendo di essere ascoltata nelle scelte del suo management. Mai come in questo momento l’Azienda è succube ed inascoltata, con grave danno per la sua immagine e, fatto ancora più grave, per la sua tenuta interna. Ci rivolgiamo al Direttore Generale per uno scatto di orgoglio ed autonomia, che lo porti ad accantonare candidature inaccettabili nel metodo e improbabili nel curriculum, a favore di professionalità riconosciute e per questo difficili da bocciare senza perdere la faccia.
Ci rivolgiamo al Direttore Generale, perché nell’interesse dell’Azienda e della sua stessa carica fermi la delegittimazione della dirigenza interna, che negli ultimi mesi ha assunto connotati imbarazzanti. Una dirigenza con la quale siamo stati a volte fortemente critici ma che è anche in grado di esprimere professionisti di grande livello nei loro campi di attività al contrario, come sembra dai primi risultati, di recenti nomine ai vertici dell’informazione. Ci rivolgiamo al Direttore Generale, perché sappia fugare tutti i dubbi sull’autonomia della RAI rispetto alle necessità di Mediaset, dubbi innescati dalle voci che vorrebbero la RAI in procinto di abbandonare la piattaforma SKY, rinnovando al meglio un contratto che assicura un introito non indifferente all’Azienda ed un suo presidio su una piattaforma strategica.
Ci rivolgiamo al Direttore Generale, perché si avvicini ai dipendenti della RAI, ai suoi quadri, impiegati ed operai che hanno il bisogno di vedere ricostruito un clima di serenità sul lavoro e di orgoglio verso l’esterno e che, pur nell’attenzione all’equilibrio economico, abbandoni le rigidità che ha imposto alla Direzione del Personale nell’ambito del rinnovo del CCL, scaduto da 19 mesi.
Ci rivolgiamo a lui perché è a capo di una grande Azienda che ha contribuito a fare l’Italia del dopoguerra, che l’ha informata e divertita, che ne esprime sicuramente i vizi ed i difetti ma al tempo stesso tutte le capacità di brillare nel proprio lavoro. Una Azienda che, proprio perché è lo specchio di questo paese, lo rappresenta e a volte lo precede, non deve finire dileggiata nell’harem della politica, come accaduto ad altre e prestigiose aziende. Ci rivolgiamo all’ADRAI, all’USIGRAI e a tutti quei Sindacati interni che vorranno adottare, insieme, iniziative che riportino orgoglio e credibilità a tutta l’Azienda.
sabato 25 luglio 2009
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