venerdì 15 maggio 2009

A TUTTI I T.D. IN CAUSA



Roma, 14 MAGGIO 2009
AI LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO VINCITORI DI CAUSE
La Corte Costituzionale, accogliendo le sollecitazioni provenienti dal mondo del lavoro, ha fissato al 23 giugno prossimo l’udienza di discussione delle ordinanze con cui alcuni Tribunali e Corti d’Appello hanno dichiarato non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 21 della Legge 6 agosto 2008 n. 133.
La norma dispone che qualora il giudice riconosca l’illegittimità dei contratti a tempo determinato stipulati dal lavoratore ricorrente, può soltanto – escluso ogni provvedimento di reintegrazione – condannare il datore di lavoro ad un indennizzo non inferiore a 2,5 e non superiore a 6 mensilità dell’ultima retribuzione percepita.
Tra le prime impugnative della legge s’è segnalata quella dell’avvocato Carlo d’Inzillo, storico difensore dello Snater, il quale già il 23 settembre 2008, a pochi giorni dall’emanazione dello sciagurato "editto antiprecari", ne ha chiesto al Giudice Paolo Mormile, del Tribunale del lavoro di Roma, la trasmissione alla Corte Costituzionale, per la dichiarazione di incostituzionalità, previa sospensione del procedimento in corso.
Le ragioni addotte dal nostro legale sono riassumibili nella violazione, perpetrata dal legislatore ordinario, del principio del lavoro come fondamento dello Stato; dell’uguaglianza formale e sostanziale fra i cittadini; dell’elevazione professionale dei lavoratori; della promozione degli accordi internazionali e delle leggi comunitarie; della proporzionalità e sufficienza del salario; della salvaguardia della sicurezza e dignità umane: principii, tutti, proclamati dalla Carta Costituzionale all’indomani della nascita della Repubblica.
Il Giudice Mormile, nel sospendere il procedimento e nel rimettere la questione alla Corte Costituzionale, ha diffusamente argomentato circa le ragioni addotte dall’avvocato d’Inzillo, il quale ne ribadirà la fondatezza del 23 giugno, dinanzi alla Corte medesima.
Lo Snater, unico fra i vari sindacati delle radiotelevisioni e telecomunicazioni, esprime piena soddisfazione per essere riuscito a rinviare al giudizio della Corte Costituzionale la iniqua (per i lavoratori) norma contenuta nella legge 133. Anche così si difendono i diritti sacrosanti dei lavoratori precari.
Il Segretario Generale
Claudio Baldasseroni

Dalla Segreteria Generale

Roma, 15 maggio 2009

COMUNICATO SU TRATTATIVA RAI – SKY
Lo SNATER invita i vertici della RAI a perseguire con convinzione e determinazione la strada del rinnovo del contratto con SKY, per continuare la presenza di RAI sul supporto satellitare. Questo Sindacato ritiene infatti che non esistano, al momento, ipotesi credibili alternative a SKY per una presenza importante del servizio pubblico nell’offerta satellitare, oggi garantita con buoni risultati dalla consociata RaiSAT.
Rinunciare volontariamente al rapporto con SKY avrebbe infatti un forte contraccolpo economico, che tra l’altro esporrebbe gli amministratori dell’Azienda a possibili rivalse davanti la Corte dei Conti, e priverebbe i tantissimi abbonati che il digitale terrestre non raggiungerà, della fruizione di tutti o parte dei canali RAI, al punto da mettere in discussione le ragioni stesse del pagamento del canone di abbonamento. Troppo labile ed indeterminata appare l’ipotesi di una piattaforma satellitare free, alternativa a SKY e per la quale sarebbe necessario un ulteriore decoder, che andrebbe ad aggiungersi a quello del digitale terrestre e, per chi ne usufruisce, di SKY.
Lo SNATER ritiene poi improponibile e tendenziosa qualunque ipotesi che RAI e SKY possano essere concorrenti nel mondo della comunicazione e dell’intrattenimento televisivo, almeno finché RAI non potrà accedere ai servizi a pagamento. L’unica vera concorrente di RAI è e rimane Mediaset, con la quale non sono credibili convergenze di interessi in funzione anti SKY. Il nodo fondamentale della questione sono gli investimenti fatti da Mediaset sui servizi a pagamento e la concorrenza che, su questo punto, si è generata con SKY: probabilmente è da collocare in questo contesto l’insistente richiesta di SKY a RAI di aprire al satellite anche Rai4 e RAI5, dove specialmente il primo sta dando buoni risultati di ascolto e capacità di penetrazione e, questo sì, potrebbe disturbare il suo equivalente Mediaset ( che però è a pagamento ).
Siamo certi che gli amministratori della RAI sapranno far valere le ragioni economiche ed industriali che spingono verso un forte e visibile presidio del servizio pubblico sull’offerta satellitare, valorizzando al massimo tutto il prodotto che RAI è in grado di assicurare ai fruitori dei canali satellitari.
Il Segretario Generale
Claudio Baldasseroni