RAI SAT ... produceva qualità
che con MASI è diventata "inutile"!!!!!!
che con MASI è diventata "inutile"!!!!!!
Roma - 18 agosto 2009 ore 22,00 - COMUNICATO di Segreteria Nazionale
Il giorno 6 agosto 2009 il Direttore Generale della Rai Mauro Masi ha finalmente incontrato le OO.SS. per riferire sulla trattativa Rai-Sky che nel corso degli ultimi mesi ha tenuto con il fiato sospeso i lavoratori della nostra Azienda e di Rai Sat in particolare.
Il Sindacato SNATER è consapevole che quest’accordo, o meglio il mancato accordo, segnerà il futuro della nostra Azienda nei prossimi anni. Per le OO.SS. sono stati convocati ADRAI, USIGRAI, CGIL, CISL, UIL, SNATER, LIBERSIND e UGL.
Per motivi legati a impegni del D.G. e su sua specifica richiesta l’incontro si è ridotto alla sola informativa, che ha visto la consegna di un documento di 8 pagine intitolato “intervento Direttore Generale Mauro Masi” e la sua illustrazione ai Sindacati da parte del Vice Direttore Generale Giancarlo Leone.
Nel documento il D.G., le cui citazioni saranno di seguito qui virgolettate e in corsivo, spiega il momento di “transizione del sistema televisivo italiano”.
E’ importante ricordare che l’Unione Europea ha imposto alle televisioni analogiche il graduale passaggio al digitale (satellite, digitale terrestre, cavo, iptv), sistema che permetterà di aumentare l’offerta dei canali televisivi. La politica italiana ha recepito la direttiva optando per il digitale terrestre e la nostra Azienda, che già aveva seguito tali indicazione, con il mancato accordo con Sky ha compiuto delle scelte estreme, infatti, Aldo Grasso (Corriere della Sera del 10 agosto 2009) scrive: “Il fatto che la RAI sia entrata in conflitto con SKY, con il rischio di negarsi a quasi 5 milioni di famiglie, costituisce un unicum in Europa. In nessun altro Paese le politiche dei PUBLIC SERVICE BROADCASTING hanno condotto alla ritirata da una piattaforma distributiva”.
Nel documento il D.G. individua “la centralità del digitale terrestre come piattaforma di riferimento per il core-business Rai”.
Questo nuovo scenario pone la Rai, come anche altri operatori televisivi, in un nuovo “contesto competitivo”; “l’offerta in chiaro (di cui Rai è leader)” nella quale risiede la ragione “della missione del servizio pubblico” della nostra Azienda, può diventare terreno di conquista anche per Sky.
Non è superfluo per il Sindacato ricordare che il terreno dell’offerta in chiaro dovrebbe vedere la Nostra Azienda confrontarsi soprattutto con il suo più accanito competitor cioè Mediaset i cui risultati ottenuti sono già ben consolidati.
Secondo il Direttore “la Rai è stata chiamata nei prossimi mesi a dare risposte strategiche ed industriali ad una doppia sfida”: restare “leader dell’offerta in chiaro” e mantenere “un presidio nella tv a pagamento per partecipare alla crescita del settore”.
Al di là della possibile previsione di quello che sarà il numero (e la tipologia: digitale, alta definizione) dei canali che saranno a disposizione della Rai nel digitale terreste, la relazione del D.G., ci spiega quanto non sia conveniente per l’Azienda continuare a cedere, oltre ai canali di Rai Sat a pagamento, anche “l’utilizzo gratuito per Sky di Raiuno, Raidue e Raitre e degli altri canali tematici free” che continuerebbero a fare da “traino” alla “piattaforma pay”.
Il tutto ha un suo senso logico, ma per lo SNATER è difficile da credere!
Marco Favale su La Repubblica del 7/8/09 cita un documento interno a Viale Mazzini che sembra avvalorare questa tesi poiché proietta lo sviluppo di Sky al 2012 dagli attuali 4,8 milioni di abbonati a quota 9,5 milioni, ma questo documento Rai cozza con la realtà di Sky in quanto “per la prima volta dal suo approdo in Italia, gli abbonati non crescono”. Dunque La Repubblica stessa si domanda quale traino possono fare le reti generaliste Rai, se come emerge dalla semestrale di cassa Sky, la crescita degli abbonamenti potrebbe essere ad un punto di stallo?
Comunque la trattativa, durata tre mesi, ha trovato “l’ostacolo posto da Sky” che pretendeva di “inserire nel contratto non soltanto i canali Rai Sat ma anche tutti i canali in chiaro della Rai attuali e futuri”.
A far naufragare la trattativa è quindi stata secondo il D.G. la volontà di non “svendere”, se non addirittura di “regalare”, tutto il prodotto Rai al concorrente Murdoch “e non come alcuni sostengono un favore a Mediaset o al Presidente del Consiglio”.
A questo punto della lettura del documento il Sindacato si pone due domande:
1) come è possibile che la scorsa dirigenza abbia fornito a Murdoch la “fruizione delle reti generaliste Rai, senza le quali la piattaforma perderebbe la sua attrattiva quale universo digitale completo e unico”, credendo tanto nell’accordo con Sky al punto da inserirlo nel piano industriale 2008-2010?
2) se il traino delle reti Rai per Sky anche per il futuro è così importante perché l’affarista Murdoch ha fatto fallire la trattativa?
Gianluigi Paragone (neo Vice Direttore di Rai Uno) su Libero del 7/8/ 2009 scrive: “RAI, Mediaset e LA7 hanno rotto con SKY e hanno deciso di investire su una piattaforma satellitare alternativa” e aggiunge “La RAI ha fatto bene a chiudere la giostra. Ora che arrivano le nuove tecnologie, la pacchia” per Murdoch “è finita, gli abbonamenti calano. I giri gratis sulla giostra non si fanno più”.
Ad oggi però al Sindacato risulta che a lasciare SKY sia stata solo la RAI!
L’accordo non c’è stato, la trattativa è finita, quindi la Rai non concederà gratis le reti generaliste e Sky ha subito “inviato due note nelle quali ha sostenuto che tutti i canali Rai in chiaro sarebbero dovuti essere messi a loro disposizione a titolo gratuito e non oneroso” e l’Amministratore Delegato di Sky-Italia ha anche ipotizzato possibili rivalse su Rai. Tanto possibili che il Governo starebbe pensando ad una modifica del Contratto di Servizio che possa mettere al riparo Rai da simili richieste.
Intanto però potrà nascere un contenzioso Rai-Sky che ha già reso necessario l’intervento della “Commissione Paritetica istituita con decreto ministeriale ai sensi dell’art. 37 del contratto di servizio” che ha risposto negativamente alle protese di Sky. Per l’esperienza che il Sindacato ha avuto in questi ultimi anni, visti gli interessi in gioco, Sky difficilmente si fermerà davanti al parere della commissione.
Ovviamente il Sindacato è confortato dalla dichiarazione del D.G. sul futuro del personale di RaiSat “le scelte compiute in ordine a Rai-Sat non determineranno conseguenze sul piano occupazionale, tanto per le risorse che a suo tempo furono trasferite da Rai a Rai-Sat a seguito di scorporo di ramo d’azienda che per quelle acquisite successivamente anche con riferimento al personale impiegato con contratto a termine”.
Lo SNATER invita a riflettere che questa può essere l’occasione, viste le circostanze, per abbattere i gravosi e generosi costi di appalti e consulenze e dare pieno lavoro ai dipendenti dell’Azienda, cosi da assorbire senza paure tutti i lavoratori TD previsti dall’accordo del 4/6/08.
Il D.G. prosegue la sua relazione evidenziando che i vantaggi del mancato accordo “risiedono in una potenziale tenuta e recupero degli introiti pubblicitari di Rai, alla luce del possibile rallentamento delle performance Sky”. Inoltre Masi sostiene che i primi risultati ottenuti dai canali tematici sul digitale terrestre nelle regioni in cui è già stato eseguito lo switch off fanno ben sperare, dal 2012 la Sipra, potrà aumentare la raccolta pubblicitaria proprio per la presenza di questi nuovi canali.
Per lo SNATER questo ottimismo in un futuro radioso sembra cozzare con la realtà, da fonti giornalistiche (la Repubblica del 7/8/09) “in appena una settimana, lo share dei canali RaiSat (tra cui Rai Extra e Rai Premium) è passato dallo 0,47% di giugno allo 0,01%” dopo la discesa da Sky, quindi pur mescolando le mele con le pere, anche qui qualcosa sembra non tornare.
Inoltre Alessandro Giglioli sull’Espresso del 23/7/2009 scrive che il Vice Ministro Paolo Romani sta elaborando una legge che -partendo da una direttiva europea del 2007 che chiede una maggiore flessibilità dei tetti pubblicitari- porterà al taglio degli spot “a tutte le reti che hanno ricavi anche da canoni o abbonamenti” cioè Rai e Sky.
Masi continua con la riflessione sul danno reale che la nostra Azienda subirà dal mancato accordo con Murdoch, meno 50 milioni di euro l’anno per sette anni, dei quali 20 milioni l’anno sarebbero stati di utile e circa 30 per la produzione dei programmi. Ma dal bilancio 2008 di RaiSat SpA ( http://www.bilancio2008.rai.it/ita/bilancio/all01h.htm ), a fronte di euro 72.576.223 di “totale valore della produzione” e di euro 61.819.924 di ”totale costi della produzione” si ricava, escluse le imposte, un “utile dell’esercizio” di euro 6.958.121, quindi qualcosa sembra non tornare nei conti riportati nel documento aziendale.
Inoltre, da un articolo de Il Sole 24 Ore a firma di Marco Mele, per gli investimenti sul digitale terrestre “prevediamo –spiega il D.G. Mauro Masi- almeno 290 milioni l’anno sino al 2012 per la conversione della rete di trasmissione, salvo integrazioni”.
Lo SNATER si domanda se i pesanti costi per il passaggio al digitale terrestre, i mancati introiti per l’uscita da Sky e i conseguenti e presumibili costi per la realizzazione dell’alternativa piattaforma TiVuSat (Rai-Mediaset-La7) non porteranno ad una crisi ancora più profonda del bilancio Rai (in una situazione analoga una grande Azienda, l’Alitalia, è fallita) e non verranno scaricati sul rinnovo del nostro Contratto Collettivo di Lavoro, scaduto da 20 mesi. Tutto questo ed i contributi che usciranno dall’assemblea che lo SNATER terrà con i Lavoratori di RaiSat, riporteremo al Direttore Generale Mauro Masi nell’incontro già programmato a Settembre.
GRAZIE DIRETTORE MENOMALE CHE C'E' LEI AD AFFONDARCI!!!!


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