
COMUNICATO
L’arroganza del potere
RAI- SKY: un salto nel buio
RAI- SKY: un salto nel buio
Lo stato di abbandono e confusione in cui la politica ha gettato la nostra Azienda è tanto evidente da indurre il Presidente della Commissione Parlamentare per l’Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi, on. Sergio Zavoli a dire: “è storicamente provato che quando le posizioni della Direzione Generale e della Presidenza si allontanano addirittura manifestandosi in consiglio, punto fondamentale d’incontro e di mediazione, è a rischio la governabilità dell’azienda” e inoltre: “riportare i canali RAI e RAISAT sulla piattaforma SKY credo corrisponda, oltre che alla richiesta di un’utenza sempre più vasta, anche a criteri di utilità imprenditoriale e industriale, considerando che i canali RAISAT ora non sono più ricevibili altrove. La RAI potendosi mettere nella condizione di ricevere questo invito, darebbe una prova inequivocabile di voler essere, come è sua prerogativa e dovere, un autentico reale servizio pubblico, cioè corrispondente alla legge costitutiva e agli indirizzi della Commissione Parlamentare”. (ag. APCOM 4/8/09)
L’on. Maurizio Gasparri contesta Zavoli: “invece di attenersi ai compiti della Vigilanza, straparla sui rapporti tra RAI e SKY”.
Ricordiamo che fu proprio lui, come Ministro delle Comunicazioni e anche grazie alla forza dei Lavoratori che diedero al sindacato SNATER, a opporsi, in un’accorata assemblea in via Teulada, alla scellerata svendita di RAIWAY a CROWNCASTLE nel 2001 che avrebbe portato la RAI a fare un salto nel buio. Neanche il malumore espresso dal Presidente della Repubblica sembra scuotere le granitiche decisioni prese dai vertici di viale Mazzini.
Lo SNATER Sindacato Autonomo, privo cioè di condizionamenti di qualunque schieramento politico, rinnova l’accorato appello ai vertici della nostra Azienda, di continuare le trattative con SKY e di liberarsi dai legacci che impediscono una serena valutazione.
Uscire da un bouchet satellitare quale SKY, che è una realtà del 7% di share e di cui RAI è terzo editore partner, senza un immediato reintegro di pari entità, (a bilancio 2008 RAISAT +25% ricavo netto), porterà un danno economico (di circa 50 milioni di euro l’anno, cifra non prevista dal piano Industriale 2008-2010), e d’immagine che ricadrà inevitabilmente sull’Azienda RAI.
Lo SNATER, preoccupato dalle ricadute occupazionali immediate e dall’insieme dei segnali negativi che circondano il servizio pubblico, esorta le forze libere della RAI, a sollevare la testa e battersi in nome e per conto dei cittadini (spesso colpevolmente assenti), che pagano un canone che dovrebbe dare loro il diritto di avere una TV pubblica più libera ed autonoma possibile.
L’on. Maurizio Gasparri contesta Zavoli: “invece di attenersi ai compiti della Vigilanza, straparla sui rapporti tra RAI e SKY”.
Ricordiamo che fu proprio lui, come Ministro delle Comunicazioni e anche grazie alla forza dei Lavoratori che diedero al sindacato SNATER, a opporsi, in un’accorata assemblea in via Teulada, alla scellerata svendita di RAIWAY a CROWNCASTLE nel 2001 che avrebbe portato la RAI a fare un salto nel buio. Neanche il malumore espresso dal Presidente della Repubblica sembra scuotere le granitiche decisioni prese dai vertici di viale Mazzini.
Lo SNATER Sindacato Autonomo, privo cioè di condizionamenti di qualunque schieramento politico, rinnova l’accorato appello ai vertici della nostra Azienda, di continuare le trattative con SKY e di liberarsi dai legacci che impediscono una serena valutazione.
Uscire da un bouchet satellitare quale SKY, che è una realtà del 7% di share e di cui RAI è terzo editore partner, senza un immediato reintegro di pari entità, (a bilancio 2008 RAISAT +25% ricavo netto), porterà un danno economico (di circa 50 milioni di euro l’anno, cifra non prevista dal piano Industriale 2008-2010), e d’immagine che ricadrà inevitabilmente sull’Azienda RAI.
Lo SNATER, preoccupato dalle ricadute occupazionali immediate e dall’insieme dei segnali negativi che circondano il servizio pubblico, esorta le forze libere della RAI, a sollevare la testa e battersi in nome e per conto dei cittadini (spesso colpevolmente assenti), che pagano un canone che dovrebbe dare loro il diritto di avere una TV pubblica più libera ed autonoma possibile.


Nessun commento:
Posta un commento