
IL PRESIDENTE DELLA RAI HA IL DENTE AVVELENATO ...
Garimberti: mai più voterò nomine che non siano ampiamente condivise. Le nomine d'ora in poi dovranno essere «ampiamente condivise», dovranno «assicurare il pluralismo», no ad esterni se non si dimostra che serve, e niente cancellazione di direttori dei quali non sia stata individuata una nuova collocazione. Il presidente Garimberti spiega così le ragioni della sua astensione sulle nomine di oggi e detta le sue «quattro condizioni indispensabili» senza le quali non voterà più a favore. «In assenza anche di uno solo di questi requisiti, riterrò non opportuno procedere - continua il presidente - a votazione sulle nomine e, qualora si dovesse comunque procedere, preannuncio fin da subito che non le voterò. Oggi, nel corso della riunione del Consiglio di amministrazione della Rai, sono state votate alcune nomine e altre, probabilmente, ne saranno votate in settimana. Io mi sono astenuto su tutte e voglio spiegare chiaramente il perché, per evitare dietrologie sul mio comportamento».
Le quattro condizioni di Garimberti. «Credo che sulle nomine Rai, di cui continuo a leggere con grande disappunto anticipazioni "a pioggia" sui giornali, vadano ribadite una volta per tutte una serie di questioni di principio e di metodo che, per quanto mi riguarda, saranno d'ora in avanti 'le quattro condizioni indispensabilì per procedere. Prima condizione: come amministratore di quest'azienda e presidente di garanzia mi sento di affermare con forza che non voterò più nomine che non siano ampiamente condivise, e quando dico ampiamente condivise voglio chiarire che intendo la sincera e convinta ricerca dell'unanimità come obiettivo di un metodo di lavoro che deve obbligatoriamente unirsi all'indispensabile requisito professionale».
«Seconda condizione: per parte mia non voterò più - a prescindere dai curricula e dai meriti dei singoli candidati - proposte di nomina che, nell'analisi del quadro complessivo dell'azienda, non assicurino quel pluralismo che non solo è un dovere della Rai nei confronti della collettività, ma che è, e deve rimanere, il tratto distintivo dell'identità di servizio pubblico».
«Terza condizione: non voterò l'assunzione di professionisti esterni, giornalisti o dirigenti, se non verrà ampiamente dimostrato che non esistono in azienda professionalità in grado di coprire quei ruoli apicali per cui vengono proposti; e sia ancora chiaro che, meno che mai, voterò per l'assunzione di "vicedirettori esterni", perchèé sono convinto che in Rai vi siano fior di professionisti in grado di svolgere egregiamente questo ruolo. Si tratta, inoltre, in un momento di crisi economica dell'azienda, di un gesto che giudico di necessaria responsabilità anche sul versante economico, di rispetto per l'impiego di quelle risorse finanziarie che i cittadini, spesso con sacrificio, ci forniscono».
«Quarta condizione: ultima considerazione: non voterò la sostituzione di direttori e dirigenti per cui non sia stata individuata una adeguata ricollocazione. E' una questione di rispetto delle risorse aziendali, anche per evitare possibili contenziosi sul versante del lavoro, ed è pure una questione morale perché non possiamo trovarci - come purtroppo è accaduto in passato - con una pletora di dirigenti senza incarico, la cui professionalità viene ingiustamente mortificata».


è aberrante andare alle riunioni a viale Mazzini e sentirsi dire che noi dipendenti siamo un costo ... da congelare, ma congelassero i direttori generali delle grandi aziende come l'ENEL, la TELECOM, l'ALITALIA e ci mettessero dentro anche i raccomandati politici che governano la RAI, così tra qualche milione di anni i nostri discendenti potranno studiare gli esemplari italiani di sperpera-strangola-smembra-svendi-privatizza aziende più brillanti che la storia abbia conosciuto.
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