
DI PIETRO...
“A cosa servirà la Rai?”. Si chiede Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, sul suo blog. “Sulla vicenda Mediaset-Rai contro Sky è intervenuto, di buon'ora, anche Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza, intimando alla dirigenza Rai di riaprire le trattative con Sky. Anche questo invito cadrà nel vuoto, così come quello del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che, per tutta risposta al suo, ha ricevuto un dossier di scartoffie dal dg Rai Mauro Masi. Così come sono cadute nel vuoto le quattro regole di comportamento per i posteri del Presidente Rai Paolo Garimberti. La verità è che la Rai verrà usata dal Capo del Governo per fare concorrenza a Murdoch a favore delle reti del Biscione. La Rai ne uscirà con le ossa rotte: milioni di euro di perdite, investimenti senza ritorno di cui la Fininvest sarà l’unica o la maggior beneficiaria, fuga di audience e di pubblicità dalle sue reti, licenziamenti, ed un graduale invecchiamento della struttura, dei palinsesti e delle tecnologie, che la renderanno nel giro di qualche anno priva di ogni capacità concorrenziale, così come la vorrebbe Mediaset. Un tracollo il cui risanamento sarà tutto a carico dello Stato e dei cittadini e di cui le reti del Presidente del Consiglio saranno le uniche beneficiarie.
“A cosa servirà la Rai?”. Si chiede Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, sul suo blog. “Sulla vicenda Mediaset-Rai contro Sky è intervenuto, di buon'ora, anche Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza, intimando alla dirigenza Rai di riaprire le trattative con Sky. Anche questo invito cadrà nel vuoto, così come quello del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che, per tutta risposta al suo, ha ricevuto un dossier di scartoffie dal dg Rai Mauro Masi. Così come sono cadute nel vuoto le quattro regole di comportamento per i posteri del Presidente Rai Paolo Garimberti. La verità è che la Rai verrà usata dal Capo del Governo per fare concorrenza a Murdoch a favore delle reti del Biscione. La Rai ne uscirà con le ossa rotte: milioni di euro di perdite, investimenti senza ritorno di cui la Fininvest sarà l’unica o la maggior beneficiaria, fuga di audience e di pubblicità dalle sue reti, licenziamenti, ed un graduale invecchiamento della struttura, dei palinsesti e delle tecnologie, che la renderanno nel giro di qualche anno priva di ogni capacità concorrenziale, così come la vorrebbe Mediaset. Un tracollo il cui risanamento sarà tutto a carico dello Stato e dei cittadini e di cui le reti del Presidente del Consiglio saranno le uniche beneficiarie.
"Mi chiedo dove sia l’Antitrust - continua -, a cosa serva la commissione di Vigilanza se non può arrestare il processo di sabotaggio in corso, quale sia l’utilità del CdA se per prendere decisioni di questa portata sul futuro delle emittenti pubbliche bastino Masi e la parte di CdA a nomina Pdl. Tra qualche anno, poi, i cittadini si chiederanno anche a cosa serva la Rai come brutta copia delle reti Mediaset. Vorrei che Masi presentasse in Parlamento il piano industriale e le valutazioni economiche con cui ha preso le decisioni sull’alleanza Mediaset per TivuSat e, viste le passività che sarà costretto ad esibire, mi chiedo se non sarà necessaria la sua rimozione e la discussione delle carte in un tribunale. Certamente a settembre porterò all’attenzione del Parlamento Europeo la vicenda e, se necessario, riacquisterò una pagina della stampa estera per un nuovo appello alla comunità internazionale. Oltre al conflitto di interessi, che da anni combattiamo e denunciamo e che il Pd ha magicamente riscoperto dopo averlo per anni garantito, è necessario estromettere la politica dalle nomine dei dirigenti del servizio pubblico, in particolare da quelle della Rai, per garantire anche allo Stato di perseguire, attraverso le sue strutture, gli interessi dei cittadini e del Paese ed un bilancio quantomeno in pareggio che non gravi sul debito pubblico”.
DE MAGISTRIS ...
'La cosiddetta vicenda Rai-Sky e' un'operazione indecente sotto diversi punti di vista': e' il punto di vista di Luigi de Magistris, europarlamentare dell'Italia dei Valori.
'In primo luo
go - spiega de Magistris in una nota - in quanto rappresenta un ulteriore passo in avanti verso l'attuazione completa del 'Piano di Rinascita democratica', di cui il piduista capo del Governo e la sua maggioranza sono arditi sostenitori. Conduce infatti al controllo da parte del Governo dei mezzi di comunicazione (nei giorni in cui si e' assistita all'ennesima spartizione partitocratica della pubblica informazione)'.
'In secondo luogo - continua l'esponente Idv - in quanto va ad arricchire Mediaset, proprieta' del presidente del Consiglio, il quale incassa utili come accade nelle 'repubbliche delle banane' (con tutto il rispetto delle banane ovviamente). In terzo luogo, impedisce al servizio pubblico di fare profitto da investire in comunicazione di utilita' collettiva, in un momento in cui i lavoratori Rai, tra l'altro, attraversano un periodo assai critico sul piano contrattuale e retributivo. Come si vede si intrecciano ancora una volta - conclude de Magistris - questione istituzionale, politica, economica e lavorativa. Chi ne beneficia, come sempre, sono i poteri forti'. (ANSA).
DE MAGISTRIS ...
'La cosiddetta vicenda Rai-Sky e' un'operazione indecente sotto diversi punti di vista': e' il punto di vista di Luigi de Magistris, europarlamentare dell'Italia dei Valori.
'In primo luo
go - spiega de Magistris in una nota - in quanto rappresenta un ulteriore passo in avanti verso l'attuazione completa del 'Piano di Rinascita democratica', di cui il piduista capo del Governo e la sua maggioranza sono arditi sostenitori. Conduce infatti al controllo da parte del Governo dei mezzi di comunicazione (nei giorni in cui si e' assistita all'ennesima spartizione partitocratica della pubblica informazione)'.'In secondo luogo - continua l'esponente Idv - in quanto va ad arricchire Mediaset, proprieta' del presidente del Consiglio, il quale incassa utili come accade nelle 'repubbliche delle banane' (con tutto il rispetto delle banane ovviamente). In terzo luogo, impedisce al servizio pubblico di fare profitto da investire in comunicazione di utilita' collettiva, in un momento in cui i lavoratori Rai, tra l'altro, attraversano un periodo assai critico sul piano contrattuale e retributivo. Come si vede si intrecciano ancora una volta - conclude de Magistris - questione istituzionale, politica, economica e lavorativa. Chi ne beneficia, come sempre, sono i poteri forti'. (ANSA).


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