
Roma, 14 MAGGIO 2009
AI LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO VINCITORI DI CAUSE
La Corte Costituzionale, accogliendo le sollecitazioni provenienti dal mondo del lavoro, ha fissato al 23 giugno prossimo l’udienza di discussione delle ordinanze con cui alcuni Tribunali e Corti d’Appello hanno dichiarato non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 21 della Legge 6 agosto 2008 n. 133.
La norma dispone che qualora il giudice riconosca l’illegittimità dei contratti a tempo determinato stipulati dal lavoratore ricorrente, può soltanto – escluso ogni provvedimento di reintegrazione – condannare il datore di lavoro ad un indennizzo non inferiore a 2,5 e non superiore a 6 mensilità dell’ultima retribuzione percepita.
Tra le prime impugnative della legge s’è segnalata quella dell’avvocato Carlo d’Inzillo, storico difensore dello Snater, il quale già il 23 settembre 2008, a pochi giorni dall’emanazione dello sciagurato "editto antiprecari", ne ha chiesto al Giudice Paolo Mormile, del Tribunale del lavoro di Roma, la trasmissione alla Corte Costituzionale, per la dichiarazione di incostituzionalità, previa sospensione del procedimento in corso.
Le ragioni addotte dal nostro legale sono riassumibili nella violazione, perpetrata dal legislatore ordinario, del principio del lavoro come fondamento dello Stato; dell’uguaglianza formale e sostanziale fra i cittadini; dell’elevazione professionale dei lavoratori; della promozione degli accordi internazionali e delle leggi comunitarie; della proporzionalità e sufficienza del salario; della salvaguardia della sicurezza e dignità umane: principii, tutti, proclamati dalla Carta Costituzionale all’indomani della nascita della Repubblica.
Il Giudice Mormile, nel sospendere il procedimento e nel rimettere la questione alla Corte Costituzionale, ha diffusamente argomentato circa le ragioni addotte dall’avvocato d’Inzillo, il quale ne ribadirà la fondatezza del 23 giugno, dinanzi alla Corte medesima.
Lo Snater, unico fra i vari sindacati delle radiotelevisioni e telecomunicazioni, esprime piena soddisfazione per essere riuscito a rinviare al giudizio della Corte Costituzionale la iniqua (per i lavoratori) norma contenuta nella legge 133. Anche così si difendono i diritti sacrosanti dei lavoratori precari.
Il Segretario Generale
Claudio Baldasseroni


Nessun commento:
Posta un commento