QUALE FUTURO PER NAPOLI?
Giovedì 21 maggio 2009, presso il Cptv di Napoli, lo Snater ha tenuto un’Assemblea Generale di tutti i lavoratori. Dopo l’analisi fatta dal Segretario Generale sul futuro della Rai sulle recenti e prossime nomine e sulla intenzione dei vertici Rai di uscire da SKY, è emerso chiaro la necessità di una profonda riforma del Servizio Pubblico, per avere garanzia di autonomia (gestionale e economica) dal potere politico. Dopo le informali notizie sul rinnovo contrattuale che si preannuncia molto negativo: la rai ha proposto -un notevole aumento- della prima voce di 23 euro e una profonda modifica (noi diciamo cancellazione) delle varie maggiorazioni.
L’assemblea ha affrontato la questione del futuro del Cptv di Napoli che continua a rimanere fermo e arretrato sotto l’aspetto produttivo e tecnologico.Oggi l’unica vera e certa attività produttiva rimane tutta incentrata sulla fiction “Un posto al sole”, l’altra fiction “La Squadra” è stata cancellata sembra per problemi economici, gli altri studi tranne sporadiche attività produttive sono fermi da tempo, in particolare l’Auditorium che anche ristrutturato e trasformato in uno studio televisivo migliore dei tanti studi che giornalmente vengono presi in affitto, da anni è inattivo per quanto riguarda la produzione Radio-Televisiva. Siamo ritornati alla politica del “cappello in mano” per vederci assegnate qualche produzione.
L’arretramento tecnologico, a nostro avviso, è un grave fattore di rischio per il centro, crediamo che proprio l’arretramento tecnologico sia una delle concause dei mancati investimenti produttivi su Napoli, è impensabile parlare di futuro produttivo stabile senza parlare di investimenti in tecnologie e risorse umane. A breve anche in Campania la produzione Rai verrà trasmessa in digitale, alcuni interventi dei lavoratori, hanno sottolineato che anche in Campania potremmo avere gli stessi problemi avuti in Sardegna con la partenza del digitale. Noi oggi, e, crediamo anche domani, quando si dovrà anche produrre in digitale ed alta definizione potremmo essere fuori mercato. Il Centro è obsoleto e fatiscente, da anni anche dopo “Precisi Accordi Sindacali”, attendiamo che il sistema venga digitalizzato, ancora una volta i lavori di digitalizzazione delle regie Audio e Video del tv1e2 sono fermi, anche in questo caso per mancanza di fondi.
L’assemblea ha ritenuto che tutto quello che sta avvenendo è la logica di una precisa volontà aziendale.
Anche l’altra componente della produzione televisiva napoletana, e cioè le riprese esterne, vive oggi una situazione di sofferenza. Le attuali esigenze lavorative sono a fatica soddisfatte dal personale presente e, anche col ricorso di personale a tempo determinato, non si riesce a sopperire alla carenza di organico. Alcuni interventi, hanno sottolineato che alla luce di recenti interpretazioni aziendali è necessario rivedere profondamente la normativa contrattuale riguardo il trattamento di trasferta, anche qui si riscontra una grave disparità di trattamento nel confronto con le realtà romane e milanesi, anche per quanto riguarda gli investimenti in apparecchiature e mezzi. Mentre noi arretriamo, le società di produzione che vivono e prosperano sulle nostre commesse, si dotano di impianti di ripresa interni ed esterni, tecnologicamente più avanzati. Una volta si diceva che Napoli era “Un Polo di eccellenza, di Prestigio”, oggi noi lavoratori assistiamo ad un vero e proprio assalto alla diligenza, siamo disorientati, delusi, demotivati. Ci vediamo esposti alle scorrerie di appalti e subappalti, solo l’alta professionalità dei lavoratori e lo spirito di sacrificio, riesce a consentire, la realizzazione di produzioni di altissimo livello nonostante l’obsolescenza dei mezzi.
I lavoratori che sono alla base di questa piramide, vogliono uscire da questa logica, vogliono riappropriarsi del proprio ruolo, del proprio futuro. Chiedono al Sindacato di mettere in campo progetti che diano potere all’autonomia locale e regionale della Rai. Un primo progetto è quello della formazione e aggiornamento professionale; un aggiornamento e formazione che ha bisogno di sicure risorse economiche e che potrebbe iniziare anche con una seria articolata rotazione del personale con due obiettivi: di carattere professionale e di perequazione salariale.
Un’altra forte denuncia ha riguardato la gestione del personale: i lavoratori sono stufi di assistere ogni anno al solito teatrino gestionale, si auspicano che chi detiene la gestione del personale la smetta di premiare i lavoratori per meriti politici o sindacali, si auspicano che anche in Rai ( come recentemente nel Pubblico Impiego) ci sia una svolta meritocratica nei confronti di chi ha riconosciute capacità professionali. Solo in questo modo potremmo sviluppare un vero processo di identità aziendale, solo così potremmo sentirci motivati e stimolati anche sotto l’aspetto professionale. Questo processo dovrebbe comportare a livello contrattuale una seria rivisitazione di alcune figure professionali in grado di supportare al meglio la trasformazione tecnologica e produttiva.
I lavoratori attendono risposte chiare da parte di tutti coloro che possono e devono dare risposte.
Sui temi denunciati si auspicano che anche altri sindacati condividano le denunce emerse dall’assemblea.
Nel frattempo danno mandato al Sindacato di mettere in campo tutte le iniziative utili per combattere l’attuale degrado del Centro, che potrebbe mettere a rischio il loro FUTURO.
Il Sindacato sta verificando l’ipotesi di portare avanti le problematiche denunciate anche con altre forze sindacali, al momento in riferimento alle richieste Assembleari ritiene che la prima iniziativa è di ottenere un incontro urgente con la Dirigenza locale e Nazionale per affrontare le tematiche riguardanti:
- Adeguato piano di investimenti atti a potenziare il Centro sotto l’aspetto tecnologico con investimenti economici certi su: digitalizzazione, nuove platee di ripresa, scenografia.
- Certezze produttive per il centro, con quote stabilite contrattualmente per la piena occupazione dei mezzi e del personale
- Una Seria Politica di riduzione degli appalti.
- Una vera formazione professionale.
- Una corretta gestione del Personale.
Napoli 25 Maggio 2009 Segreteria Regionale
Giovedì 21 maggio 2009, presso il Cptv di Napoli, lo Snater ha tenuto un’Assemblea Generale di tutti i lavoratori. Dopo l’analisi fatta dal Segretario Generale sul futuro della Rai sulle recenti e prossime nomine e sulla intenzione dei vertici Rai di uscire da SKY, è emerso chiaro la necessità di una profonda riforma del Servizio Pubblico, per avere garanzia di autonomia (gestionale e economica) dal potere politico. Dopo le informali notizie sul rinnovo contrattuale che si preannuncia molto negativo: la rai ha proposto -un notevole aumento- della prima voce di 23 euro e una profonda modifica (noi diciamo cancellazione) delle varie maggiorazioni.
L’assemblea ha affrontato la questione del futuro del Cptv di Napoli che continua a rimanere fermo e arretrato sotto l’aspetto produttivo e tecnologico.Oggi l’unica vera e certa attività produttiva rimane tutta incentrata sulla fiction “Un posto al sole”, l’altra fiction “La Squadra” è stata cancellata sembra per problemi economici, gli altri studi tranne sporadiche attività produttive sono fermi da tempo, in particolare l’Auditorium che anche ristrutturato e trasformato in uno studio televisivo migliore dei tanti studi che giornalmente vengono presi in affitto, da anni è inattivo per quanto riguarda la produzione Radio-Televisiva. Siamo ritornati alla politica del “cappello in mano” per vederci assegnate qualche produzione.
L’arretramento tecnologico, a nostro avviso, è un grave fattore di rischio per il centro, crediamo che proprio l’arretramento tecnologico sia una delle concause dei mancati investimenti produttivi su Napoli, è impensabile parlare di futuro produttivo stabile senza parlare di investimenti in tecnologie e risorse umane. A breve anche in Campania la produzione Rai verrà trasmessa in digitale, alcuni interventi dei lavoratori, hanno sottolineato che anche in Campania potremmo avere gli stessi problemi avuti in Sardegna con la partenza del digitale. Noi oggi, e, crediamo anche domani, quando si dovrà anche produrre in digitale ed alta definizione potremmo essere fuori mercato. Il Centro è obsoleto e fatiscente, da anni anche dopo “Precisi Accordi Sindacali”, attendiamo che il sistema venga digitalizzato, ancora una volta i lavori di digitalizzazione delle regie Audio e Video del tv1e2 sono fermi, anche in questo caso per mancanza di fondi.
L’assemblea ha ritenuto che tutto quello che sta avvenendo è la logica di una precisa volontà aziendale.
Anche l’altra componente della produzione televisiva napoletana, e cioè le riprese esterne, vive oggi una situazione di sofferenza. Le attuali esigenze lavorative sono a fatica soddisfatte dal personale presente e, anche col ricorso di personale a tempo determinato, non si riesce a sopperire alla carenza di organico. Alcuni interventi, hanno sottolineato che alla luce di recenti interpretazioni aziendali è necessario rivedere profondamente la normativa contrattuale riguardo il trattamento di trasferta, anche qui si riscontra una grave disparità di trattamento nel confronto con le realtà romane e milanesi, anche per quanto riguarda gli investimenti in apparecchiature e mezzi. Mentre noi arretriamo, le società di produzione che vivono e prosperano sulle nostre commesse, si dotano di impianti di ripresa interni ed esterni, tecnologicamente più avanzati. Una volta si diceva che Napoli era “Un Polo di eccellenza, di Prestigio”, oggi noi lavoratori assistiamo ad un vero e proprio assalto alla diligenza, siamo disorientati, delusi, demotivati. Ci vediamo esposti alle scorrerie di appalti e subappalti, solo l’alta professionalità dei lavoratori e lo spirito di sacrificio, riesce a consentire, la realizzazione di produzioni di altissimo livello nonostante l’obsolescenza dei mezzi.
I lavoratori che sono alla base di questa piramide, vogliono uscire da questa logica, vogliono riappropriarsi del proprio ruolo, del proprio futuro. Chiedono al Sindacato di mettere in campo progetti che diano potere all’autonomia locale e regionale della Rai. Un primo progetto è quello della formazione e aggiornamento professionale; un aggiornamento e formazione che ha bisogno di sicure risorse economiche e che potrebbe iniziare anche con una seria articolata rotazione del personale con due obiettivi: di carattere professionale e di perequazione salariale.
Un’altra forte denuncia ha riguardato la gestione del personale: i lavoratori sono stufi di assistere ogni anno al solito teatrino gestionale, si auspicano che chi detiene la gestione del personale la smetta di premiare i lavoratori per meriti politici o sindacali, si auspicano che anche in Rai ( come recentemente nel Pubblico Impiego) ci sia una svolta meritocratica nei confronti di chi ha riconosciute capacità professionali. Solo in questo modo potremmo sviluppare un vero processo di identità aziendale, solo così potremmo sentirci motivati e stimolati anche sotto l’aspetto professionale. Questo processo dovrebbe comportare a livello contrattuale una seria rivisitazione di alcune figure professionali in grado di supportare al meglio la trasformazione tecnologica e produttiva.
I lavoratori attendono risposte chiare da parte di tutti coloro che possono e devono dare risposte.
Sui temi denunciati si auspicano che anche altri sindacati condividano le denunce emerse dall’assemblea.
Nel frattempo danno mandato al Sindacato di mettere in campo tutte le iniziative utili per combattere l’attuale degrado del Centro, che potrebbe mettere a rischio il loro FUTURO.
Il Sindacato sta verificando l’ipotesi di portare avanti le problematiche denunciate anche con altre forze sindacali, al momento in riferimento alle richieste Assembleari ritiene che la prima iniziativa è di ottenere un incontro urgente con la Dirigenza locale e Nazionale per affrontare le tematiche riguardanti:
- Adeguato piano di investimenti atti a potenziare il Centro sotto l’aspetto tecnologico con investimenti economici certi su: digitalizzazione, nuove platee di ripresa, scenografia.
- Certezze produttive per il centro, con quote stabilite contrattualmente per la piena occupazione dei mezzi e del personale
- Una Seria Politica di riduzione degli appalti.
- Una vera formazione professionale.
- Una corretta gestione del Personale.
Napoli 25 Maggio 2009 Segreteria Regionale
SNATER CAMPANIA


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